Apple e Lead Generation: scopriamo perché l’azienda di Cupertino ha tanti seguaci (e di conseguenza vendite)

Iniziamo subito col chiarire che Apple non ha clienti, ha dei veri seguaci, anzi, ancora meglio, ha dei fan! Ma che cosa rende quest’azienda così unica, quale tipo di magia utilizza per avere sempre nuovi clienti e farsi letteralmente adorare da quelli già fidelizzati? Per capire bene tutti i processi che ha attuato il colosso di Cupertino, però, bisogna fare un salto temporale fino a incontrare un giovane Steve Jobs, che a buon titolo viene considerato uno dei padri della lead generation e che fin da subito ne ha compreso il ruolo fondamentale.

Il concetto di target profilato

Una delle cose che ha compreso Steve Jobs è stata l’importanza di non sprecare energie e risorse, ma che sarebbe stato decisamente più remunerativo concentrarsi su contatti utili, quindi un target altamente profilato. Non avrebbe avuto senso, infatti, disperdere tempo e fatiche e non ottenere il ritorno pianificato. Il concetto sposato da Steve Jobs è lo stesso che viene applicato oggi giorno quando si fa lead, soprattutto quando si tratta di campagne che comportano l’investimento di un certo budget, come le pay per click, dove un click di un contatto disinteressato e che abbandona subito il sito è considerato una perdita.

E allora si cerca di scremare in partenza, proprio dai contatti. Verranno attratti solo quelli che vengono reputati davvero interessati a un servizio o prodotto, ed è esattamente quello che Apple ha fatto negli anni, e non solo, ha “nutrito” e coccolato questi contatti al punto da farli convertire praticamente tutti, o comunque un’altissima percentuale, in clienti.

Apple non vende servizi, vende sogni

Una delle carte vincenti dell’azienda è stata quella di prevenire i bisogni dei clienti, creando non quello che serve ora, ma quello che servirà in un prossimo futuro, anticipando i desideri dei propri seguaci, o forse, non senza una nota di malizia, creando bisogni che prima non si avevano. Ma è l’approccio al mercato che ha reso davvero unica Apple. Quanta pubblicità si vede in giro di questo brand? Poca, perfino sui social, ambiente particolarmente fertile per le campagne di web marketing. Eppure Apple sembra quasi snobbarlo. Ma non è così di fatto. In questo caso Apple sfrutta una delle attività di lead più economiche, il referral marketing, ovvero, il passaparola.

Non vediamo pubblicità della Apple, ma vediamo continuamente i nostri contatti che più o meno consapevolmente promuovono il brand e i suoi prodotti. Per capirci, basta semplicemente che un contatto ci scriva “Hey ciao, sono dal mio iPhone” per dire che ci sta scrivendo dal suo smartphone. Sì, perché anche questa sorta di metonimia operata da Apple è ormai diventata la normalità, si nomina l’oggetto Apple non l’oggetto generico.

La chiave del successo

La chiave del successo di Apple è in summa il suo saper fare lead generation, anche e soprattutto attraverso le recensioni positive dei suoi seguaci e, cosa non da poco, anche mediante l’utilizzo di testimonial con un grande seguito come personaggi del jet set di Hollywood.

Scopri come fare lead generation, forse non diventerai come Apple, ma aumenterai le vendite della tua azienda!lead-generation-02

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